RADIO SANTA MARIA IN SELVA
lunedì 27 maggio 2013
martedì 22 gennaio 2013
Giovane Pensatore Sulla Giustizia e Pace
| Francesco Pirolo (in discernimento) |
Giustizia e Pace,
alla luce della Parola di Cristo.
Fin dalle scuole elementari, o forse anche prima, coloro che, come me, fanno parte delle generazioni post belliche, e sono nati e vissuti nell’alveo dei valori politici, civili e
giuridici della Repubblica fondata sulla
costituzione, a sua volta permeata della sintesi degli ideali illuministici di
matrice liberale o marxista, hanno sempre assunto tra i principi cardini della
“polis” quelli della giustizia nel mondo del lavoro e della pace sociale che ne deriva.
Ma, a volte assumere principi e ideali in maniera acritica,
passiva, senza averli assunti a coscienza, tramite una riflessione personale e
concreta, fa correre il rischio di depauperare il contenuto di quegli ideali
stessi, fino anche a snaturarli completamente, trasformando cosi’ certe verità
in menzogne!
Tutta questa premessa di carattere metodologico, al fine di chiarire la
prospettiva in cui mi voglio muovere:
dire Pace, Giustizia, Libertà, Uguaglianza,etc… può voler dire cose drammaticamente
diverse tra loro!
(a tal proposito sarebbe proprio indispensabile e risolutivo avere un
vocabolario molto più ampio e dettagliato e inequivoco di quello della nostra
lingua).
Poiché noi cristiani però, le nostre coordinate ermeneutiche di certe “parole” come quelle suddette abbiamo avuto la Grazia
di desumerle chiaramente e nella gioia nel Verbo/Gesù Cristo, ecco che abbiamo
il dovere, e il piacere anche a mio avviso, di introdurre anche “gli altri” al
vero senso di esse.
Noi cristiani dobbiamo quindi, anzi tutto chiederci: ma Gesù cosa intendeva per
eguaglianza, per libertà, per giustizia, per pace? Altrimenti, il nostro
cristianesimo rischia veramente di cadere vittima dell’equivoco; c’e’ solo un
Verbo, e si e’ rivelato incarnandosi 2046 anni fa; noi uomini non dobbiamo
avere la presunzione di sapere meglio di Lui quale fosse il contenuto di quelle
parole! Ne’ cadere, per una mal riposta
fiducia eccessiva in noi stessi , nello sconforto di fronte alle difficoltà
della vita di mondo (sia essa individuale, sia essa associata nella Polis).
Il compito di interpretare e circostanziare che cosa
significasse il Verbo incarnato con quelle parole, spetta a Santa Madre Chiesa e allo Spirito Santo che la guida, non
certo a un ignorante come me; tuttavia, cio’ che mi e’ chiaro e’ che il
Verbo incarnato non e’ solo Pastore di
anime che le guida all’Ovile del Paradiso; la sua grandezza e compiutezza sono
state tali che chiariscono come l’uomo sia un ente unico destinato, si’ alla
trascendenza di quell’Ovile, ma per il tramite di questa vita immanente,
corporea fatta anche di cose materiali; e tra esse c’e’ anche la Politica, la
vita della Polis, della collettività associata degli uomini; il dogma della laicità
assoluta della politica, e’ secondo me, un falso ideale; l’Uomo e’ sempre lo
stesso:
Voi pensate che quando siete a lavoro la vostra anima non sia con voi? Pensate
che la vostra anima viva solo in Chiesa? Falso!!
In definitiva: e’ vero che la Libertà, l’Eguaglianza la Giustizia e la Pace
sociale siano degli ideali, come ci insegnano giustamente fin dalle elementari;
ma il credere che la definizione dei loro contenuti sia ad esclusivo
appannaggio dell’essere umano lasciato solo a se stesso e’ un rischio terribile
che la storia umana sta correndo da diverso tempo; e’ vero che Gesù, sempre
Lui, ha distinto chiaramente tra cio’ che e’ di Dio e cio’ che e’ di Cesare, ma
io ho il sentore che “Cesare” voglia far troppo da solo!
domenica 13 gennaio 2013
UNO DI NOI
| UNO DI NOI www.oneofus.eu oppure www.unodinoi.mpv.org |
Non è solo una firma. E' molto di più l'impegno a sottoscrivere << Uno di noi >>, la campagna promossa dai movimenti per la vita nei ventisette Paesi della Ue per arrivare al riconoscimento giuridico dell'embrione . Serve un milione di firme per far intervenire il legislatore europeo. Ma l'obbiettivo è ben più ambizioso. Per questo adesso è il momento della mobilitazione con la possibilità di aderire anche online.
p. Giuseppe Tesse, OSA
Commissione Giustizia e Pace
Commissione Giustizia e Pace
mercoledì 5 dicembre 2012
IL GRIDO DEI GIOVANI...
Parola è segno universalissimo.
4. 9. Ag. - Accetto e approvo. Ma sai che si chiamano parole tutti i segni che, con un determinato significato, si proferiscono mediante la voce articolata?
Ad. - Sì.
Ag. - Dunque anche il nome è una parola poiché ci è evidente che si pronuncia mediante voce articolata con un determinato significato. Allorché si dice che un individuo eloquente usa parole appropriate, s'ìntende certamente che usa anche dei nomi. Nel momento in cui in Terenzio uno schiavo dice al vecchio padrone: Per piacere, buone parole 7, questi aveva già pronunciato anche molti nomi.
Ad. - D'accordo.
Ag. - Dunque tu ammetti che con le sillabe che si pronunciano nel dire " parola ", viene significato anche il nome e che quindi la prima è segno del secondo.
Ad. - Sì.
Ag. - Vorrei che tu mi rispondessi anche su questo punto. Dunque parola è segno di nome, nome è segno di fiume, fiume è segno di una cosa che ormai interessa la vista. Hai già detto la differenza che esiste fra questa cosa e fiume, ossia il suo segno, fra questo segno e il nome che è segno di questo segno. Ora quale differenza esiste, secondo te, fra il segno di un nome che è una parola, come abbiamo accertato, e lo stesso nome di cui è segno?
Ad. - Questa è la differenza, a mio avviso. Gli oggetti che hanno per segno il nome hanno per segno anche la parola poiché come nome è parola, così anche fiume è parola, ma non tutti quelli che hanno per segno la parola hanno per segno anche il nome. Quel si, che inizia il verso da te citato, e questo ex, da cui. dopo una così lunga trattazione, siamo giunti dialetticamente a questi concetti, sono parole ma non nomi. E se ne trovano molti altri. Pertanto poiché tutti i nomi sono parole, ma non tutte le parole sono nomi, è evidente, secondo me, la differenza fra parola e nome, ossia fra il segno di quel segno che ha significato specifico e il segno di quel segno che ha significato generico.
S. Agostino, Il Maestro 4.9
Riflessione:
Le Parole e il segno per S. Agostino implica un linguaggio un messaggio forte che penetra nel cuore dell'uomo, l'immagine che abbiamo sopra è un forte grido di prendere una grande attenzione da parte delle persone competente di ascoltare la voce dei giovani che vogliono un futuro migliore.
venerdì 16 novembre 2012
ISRAELE E PALESTINA Perché?
Odio gratuito.
Odia gratuitamente chi odia senza alcun vantaggio e a suo danno. E così ama gratuitamente, disinteressatamente, chi cerca da Dio soltanto Dio.
1. Il Signore aveva detto: Chi odia me odia anche il Padre mio (Gv 15, 23). Sì, perché chi odia la verità, è inevitabile che odi colui dal quale la verità è nata; di questo, secondo le nostre possibilità, già abbiamo parlato. Proseguendo ha pronunciato quelle parole, sulle quali adesso dobbiamo soffermarci: Se non avessi fatto tra loro opere che nessun altro ha fatto, non avrebbero colpa (Gv 15, 24). Si tratta di quella grave colpa di cui ha già parlato dicendo: Se io non fossi venuto e non avessi parlato ad essi, non avrebbero colpa (Gv 15, 22). E' la colpa di non aver creduto in lui che parlava e operava. Non che i Giudei fossero esenti da ogni colpa, prima che il Signore parlasse loro e in mezzo a loro operasse: ma il Signore sottolinea con insistenza questa colpa, di non aver creduto in lui, perché da essa dipendono tutte le altre. Se infatti i Giudei non avessero avuto questa colpa, cioè se avessero creduto in lui, tutte le altre colpe sarebbero state rimesse.
S. Agostino, Commento Su San Giovanni Evangelista, Omelia 91.Riflessioni: S. Agostino dimostra a tutti noi che se i nostri fratelli Ebrei avevano creduto in Gesù Cristo e la fede in Gesù Cristo queste cose sull'odio tra Israele e Palestina non dovrebbe accadere perché nell'insegnamento di Cristo sull'amore sollecita sia per Israeliti o sia per Palestinese un dialogo forte di costruire un regno nell'abbondanza del benessere dove verrà sconfitta la miseria e che c'è sempre pane per tutti nel vivere con tanta dignità piuttosto la tristezza della morte.
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Nilo

